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Oltre il vero e l'inverosimile


L'uomo, la natura e un cosmopolitismo fantastico
di SALVATORE ITALIA

L'arte contemporanea italiana annovera tendenze diverse cui danno vita artisti di estrazione variegata. In questo panorama composito credo che si possa assegnare un posto di sicura rilevanza a Roberto Fontirossi, personalità assai singolare, uomo di elevato spessore culturale, pittore che riesce a tradurre nei suoi bellissimi quadri un linguaggio artistico felicemente armonico. L'arte di Fontirossi si muove, a mio avviso, su tre componenti essenziali: la natura, magistralmente disegnata, vista nei suoi contorni piu avvolgenti; l'essere umano, protagonista — in positivo e in negativo — degli eventi e dei cicli della vita; le luci e i colori rappresentati con cosmopolita fantasia.
Su questi tre elementi l'artista lucchese riesce a delineare scene e figure, intrecciandole con raffinata arguzia e ironia.
Oggetti, persone, animali vivono, infatti, divertenti e grottesche commedie in un fantasmagorico e ludico palcoscenico immerso in uno scintillante mosaico di colori che Fontirossi sceglie e adatta mirabilmente alle piu diverse situazioni, suscitando sempre nello spettatore sentimenti di partecipazione ad un mondo che, nella teatralità e nella sottile caricatura dei suoi personaggi, descrive le più profonde realtà della società in cui viviamo. Naturalmente, di questa società, l'uomo è il centro, l'attore indiscusso di vicende liete o drammatiche, al solito vissute in uno scenario fantastico, talora farsesco, intessuto di fili luminosi, di magiche e fiabesche atmosfere, di superbe elaborazioni cromatiche e musicali.
Fontirossi — in conclusione — è artista completo nel senso più vero del termine anche perchè alla straordinarietà dello stile unisce una colta ed umana signorilità fuori dal comune.

*Direttore Generale nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 


 

Oltre il vero e l'inverosimile

di GIOVANNI FACCENDA
«... e ora smetti di guardare alle cose che gli uomini mostrano; concentrati, piuttosto, su quelle che nascondono>>. John Matter, Your life

In quest'alba evanescente, che ha in sè le pause e gli stupori della più bella giovinezza, ripensare alla pittura di Roberto Fontirossi, qui, davanti al mare muto e impenetrabile della Versilia, è come accarezzare, sospesa fra cielo e terra, la trama agrodolce di un'allegoria dai più, in verità, mai compresa.
Colpa, forse, delle etichette, di cui sovente abbondano certe letture critiche generiche e, dunque, evidentemente superficiali, nelle quali, a sostituire tutto il resto, stanno in abbondanza analisi discutibili e confronti, talvolta, persino improbabili...


Mantenendosi, tuttavia, lontani dalla retorica e dal disordine esegetico di cui è stato spesso vittima anche il lavoro di Fontirossi, se non altro oggi possiamo riuscire a distinguere, anziché associare, meglio quelle peculiarità stilistiche che affrancano l'esercizio espressivo di un autore da sempre intento a cercare, nella realtà, il più fecondo alimento per le sue estrose trasfigurazioni, nelle quali, sotterraneo, resiste un senso di precarietà che diresti appartenere soprattutto all'esistenza e agli uomini. I quali, se volteggiano leggeri nell'aria, oltre le case, il mare e i campi, non è perchè li guida un intimo sollievo, ma la ricerca di un'altra dimensione ove cercare un momentaneo conforto alle continue disillusioni terrene. E’ il quotidiano, infatti, a interessare maggiormente Fontirossi, con le sue stanche abitudini, i suoi grotteschi camuffamenti, le sue piccole o grandi farse utili, agli uni e agli altri, più che altro per sopravvivere: un riferimento generoso di spunti e oltretutto ravvicinato dal quale partire per dar vita, nelle carte musicali come nei dipinti, a un consorzio umano trasfigurato, capace di manifestarsi soltanto nel più sublime paradosso.
Ciò che di bizzarro accade, tuttavia, una volta appurata questa metamorfosi, è che di fronte a scene, situazioni, interni ed esterni cresciuti, in parte, anche nell'inverosimile, il sospetto che tutto questo, poi, possa essere più vero del vero diventa istantaneamente tangibile, secondo un'arcana parabola decisa a mostrare quanto gli uomini abitualmente, invece, sono più propensi a nascondere. Ti accorgi, allora, che quella ritenuta fino a un attimo prima soltanto una semplice maschera è, in realtà, un grande caleidoscopio di umori e sentimenti propri di una più complessa fisiognomica, nella quale i colori, come simboli, stanno a indicare quanto in silenzio alberga oltre l'apparenza dei volti dei vari personaggi raffigurati.
La vita, con i suoi dilemmi e le sue contraddizioni, torna, così, ad alimentare, dissimulata, la pittura di Fontirossi, nelle oscure pieghe di una metafora che continuamente si arricchisce di artifici e invenzioni,senza tuttavia mai smarrire il suo sapore domestico, il suo gusto consueto. Non vi è nulla di visionario in un'iconografia che, semmai, esprime talvolta la memoria di un tempo andato, la languida malinconia che ha in sè il mutare dei giorni e delle stagioni, la meraviglia di chi ancora guarda al mondo come a una sorpresa da scartare.
Certo, c'è da fare i conti con un'umanità che, a forza di indossare una maschera, adesso la crede il proprio volto indispensabile, lo strumento di difesa migliore. Ma tutto scorre, e alla fine è vero soprattutto il contrario. Anche in questo ovattato silenzio del mattino...
Guardo infreddolito un'ultima volta verso la spiaggia, rincorrendo i fantasmi di sdraie e ombrelloni.
Se penso a Fontirossi e alla sua abilità a trasfigurare in chiave fantastica una realtà anche per me troppo amara e difficile da condividere, stupisco di come egli riesca a dipingere le sue storie partendo dal buono che è negli uomini. L'unica spiegazione possibile, forse, è che esse, poi, non sarebbero più delle allegorie...

    

 

 

Roberto Fontirossi

 

E-Mail: info@fontirossi.it
Tel 0583-490369